Segnalazione di odori

In questi ultimi mesi molte persone di Borgo Valsugana e dintorni hanno avvertito cattivi odori, per questo ValsuganAttiva mette a disposizione questo modulo per velocizzare la segnalazione alle autorità competenti.
Il modello è scaricabile nella sezione download all’indirizzo:
http://www.valsuganattiva.it/Home/documenti/

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

SOS reparto chirurgia dell’ospedale di Borgo Valsugana

Lo scorso novembre, dopo la consegna di oltre 14.000 firme dei cittadini di Valsugana e Tesino a sostegno del potenziamento dell’ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana, il Comitato Valsugana Tesino e l’associazione ValsuganAttiva hanno incontrato l’assessora Borgonovo Re in Consiglio Provinciale, ottenendo l’impegno ad incontrare pubblicamente la cittadinanza entro la fine dello stesso mese. A tutt’oggi l’incontro non è stato ancora realizzato, lasciando la popolazione della Bassa Valsugana, del Tesino e del Primiero priva di risposta.

Ad oggi il reparto di chirurgia dell’ospedale San Lorenzo è operativo solo per interventi programmati, nei giorni feriali e in orario diurno, e l’anestesista interviene solo su chiamata o per gli interventi programmati. In pratica, l’ospedale di Borgo Valsugana non è in grado di affrontare alcuna emergenza chirurgica notturna o festiva. Le prospettive sono quindi tali da ipotizzare a breve la chiusura del reparto, che di fatto non può eseguire un’attività chirurgica completa. Il depotenziamento del reparto di chirurgia determina anche la drastica riduzione dell’operatività del Pronto Soccorso. Le associazioni ValsuganAttiva e Comitato Valsugana Tesino, affiancate da molti operatori sanitari dell’ospedale e da moltissimi cittadini, si fanno portatori della richiesta di rispettare gli accordi siglati in questi anni per potenziare l’ospedale di San Lorenzo, unico avamposto sanitario per la Bassa Valsugana e il Tesino, e non di smantellarlo, pezzo per pezzo.

Considerato quanto la tematica sia tuttora sentita dalla popolazione, il Comitato Valsugana Tesino e ValsuganAttiva hanno deciso di intervenire per dare voce ai cittadini chiedendo ufficialmente la disponibilità all’assessora alla salute Donata Borgonovo Re, al presidente della Provincia Autonoma di Trento Ugo Rossi e al direttore dell’APSS Luciano Flor di presenziare ad un incontro pubblico dedicato al futuro dell’ospedale San Lorenzo, alla presenza dei sindaci, del presidente della Comunità di Valle e dei cittadini, programmato per sabato 21 marzo alle ore 20.30 presso l’auditorium della Comunità Bassa Valsugana e Tesino.

In un sala gremita in ogni ordine di posti e con gente in piedi, presenti molti sindaci della valle tra cui il sindaco di Borgo Valsugana, Fabio Dalledonne, e il presidente della Comunità di Valle, ing. Sandro Dandrea, hanno brillato per la loro assenza le autorità provinciali e segnatamente il presidente della Giunta Provinciale, dott. Ugo Rossi, che non ha ritenuto opportuno nemmeno comunicare la propria assenza, l’assessora alla salute, dott.ssa Donata Borgonovo Re e il direttore generale della A.P.S.S., dott. Luciano Flor, assenti giustificati.
Nonostante le pesanti assenze, l’incontro pubblico, introdotto e moderato dai presidenti di ValsugaAttiva, Walter Tomio, e del Comitato Valsugana Tesino, Danilo Perin, si è comunque svolto registrando la partecipazione attiva e l’interesse dei cittadini e delle autorità presenti che per oltre due ore si sono confrontati con interventi serrati e puntuali sul depotenziamento in atto dell’ospedale San Lorenzo e in particolare del reparto chirurgia, in totale contrasto con le promesse fatte e con i protocolli d’intesa sottoscritti.
Particolarmente apprezzati gli interventi del sindaco di Borgo Valsugana, Fabio Dalledonne, del sen. Sergio Divina e dell’ ex – presidente del Comprensorio Bassa Valsugana e Tesino, Giorgio Zuppel, che, con gli organizzatori dell’incontro, hanno ricordato le iniziative fin qui assunte, le risposte deludenti e soprattutto le non – risposte della Provincia, la necessità di raccordare il “diritto alla salute” con il contenimento delle spese.
Vivace il battibecco sorto tra l’ex – senatore Enzo Erminio Boso e il presidente della Comunità di Valle Bassa Valsugana e Tesino, ing. Sandro Dandrea in riferimento alle responsabilità delle autorità locali, presenti e passate, che, secondo l’ex senatore leghista non hanno difeso con la dovuta energia e tempestività il presidio ospedaliero.
L’ing. Dandrea in chiusura del suo ultimo intervento, scongiurando l’ipotesi di nuove e più eclatanti iniziative di protesta partorite nel corso del dibattito, ha ribadito il suo intendimento di procedere convinto sulla strada istituzionale finora percorsa, anche nei confronti della Provincia, allo scopo d’impedire la definitiva dismissione del locale nosocòmio… ma se queste iniziative non hanno sortito effetto fino ad ora c’è da chiedersi come mai non sorga il dubbio che non siano state né sufficienti, né efficaci.
L’intera comunità, che già l’estate scorsa si è chiaramente espressa appoggiando la petizione a sostegno del pieno mantenimento dei servizi dell’ospedale San Lorenzo, auspica che tutte le autorità di valle, assieme ai cittadini, costituiscano un fronte comune pronto a sostenere le prossime iniziative.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Impianto a biomassa Menz&Gasser

La Menz&Gasser, industria che produce confetture e semilavorati di frutta, ha recentemente presentato un progetto di ampliamento dello stabilimento di Novaledo. L’azienda, che conta oggi più di 300 dipendenti (200 dei quali a Novaledo) e che chiuderà il 2014 con un fatturato in crescita e intorno ai 115 milioni di Euro, prevede di passare dagli attuali 15.000 a quasi 30.000 metri quadrati coperti. L’investimento previsto è di circa 35 milioni di euro e dovrebbe permettere l’assunzione di 10-15 persone.

Fino a qui le notizie sono positive. Un’azienda che investe in Valsugana è sempre una buona cosa. Tuttavia i cittadini di Novaledo e della Valsugana guardano con preoccupazione all’ampliamento della Menz&Gasser per un altro motivo. L’azienda intende realizzare un impianto di cogenerazione a biomassa solida vegetale per la produzione di energia elettrica e calore da 999 kW elettrici, il quale sostituirà le caldaie a metano attualmente in uso. Il cogeneratore, che dovrebbe costare oltre 7 milioni di euro, beneficerà degli incentivi economici pubblici previsti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Energia che l’azienda potrà rivendere ricavandone un profitto. L’impianto consumerà per il 70% un sottoprodotto di origine vegetale vergine proveniente da segherie e altre attività locali e per il 30% biomassa prodotta da filiere dedicate, tra cui la brevettata Herbal Crops, una speciale pianta coltivata specificatamente per quest’uso. Si tratta in totale di 18.000 tonnellate di biomassa vergine l’anno, suddivise in 12.000 tonnellate di cippato (si dice fornito dalla vicina segheria di Novaledo) e 6.000 tonnellate di Herbal Crops. In pratica, ogni giorno l’impianto a biomassa brucerà circa 500 quintali di materiale, i cui fumi, anche se abbattuti e filtrati, verranno immessi nell’atmosfera già deteriorata della Valsugana e di Novaledo in particolare. Le dimensioni dell’impianto, che risulta essere inferiore ai 1.000 kW elettrici, non rendono necessario assoggettare l’impianto all’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), il principale strumento di controllo per impianti con potenziale impatto sulla salute e sull’ambiente.

Un gruppo di cittadini di Novaledo ha avuto recentemente un incontro con il direttore dell’azienda per saperne di più e per manifestare il timore di un peggioramento dell’aria con conseguente rischio per la salute dei cittadini. Questo allarme sembra giustificato, vista la presenza di altre fonti di emissioni inquinanti in Valsugana, come il traffico della Statale 47, l’acciaieria di Borgo e l’essiccatoio per rifiuti speciali di Villa Agnedo, per non parlare dell’abitudine di bruciare rifiuti nelle stufe domestiche di cui sempre più spesso si ha notizia. Va tenuto conto, inoltre, degli altri casi critici di inquinamento verificatisi in passato, come il deposito illecito di rifiuti nella cava di Marter di Roncegno e i molti interramenti di rifiuti non conformi scoperti soprattutto nella zona di Borgo Valsugana.

Tutte situazioni di degrado ambientale che in Valsugana hanno purtroppo trovato facile realizzazione, nonostante le rassicuranti parole degli imprenditori che le hanno create, delle amministrazioni pubbliche che le hanno accettate e degli organi di controllo provinciali in materia di ambiente che avrebbero dovuto vigilare. In pratica le stesse rassicurazioni che sono state date per l’impianto di cogenerazione della Menz&Gasser. Un impianto che permetterà all’azienda una consistente remunerazione per l’energia prodotta, ben superiore ai costi di gestione e di ammortamento, tanto da garantire un profitto economico, mentre le sue emissioni contribuiranno a peggiorare la qualità dell’aria della Valsugana.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Ospedale San Lorenzo

In data 8 agosto si sono incontrati il Comitato Valsugana Tesino e l’associazione ValsuganAttiva. Trovatisi in perfetta sintonia sulla necessità di valorizzare l’Ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana, hanno deciso di affrontare questo grande problema all’unisono per far arrivare la voce dei “valsuganotti” anche a Trento.
Il mese di settembre ha visto la nascita di alcune iniziative concrete, come l’incontro con i sindaci della Bassa Valsugana e del Tesino per organizzare la raccolta firme in difesa dell’ospedale, conclusasi il 21 settembre, e le serate pubbliche informative che entro le prossime settimane verranno effettuate in tutti i comuni della Comunità. La prossima serata pubblica è prevista per le 20.30 di venerdì 26 settembre a Scurelle, nella sala del Centro Anziani. Per informazioni: Cartello Serata Scurelle 26-09-2014

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

L’occhio della Valsugana

In questi giorni è iniziata la distribuzione dell’opuscolo prodotto da ValsuganAttiva “L’occhio della Valsugana“. I destinatari della pubblicazione sono tutte le famiglie della Bassa Valsugana e i lettori del numero di giugno 2014 del periodico Questotrentino, per un totale di circa 12.000 copie. Per gli approfondimenti ai temi trattati si rimanda all’apposita sezione del sito, raggiungibile anche da qui.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Ancora troppo cromo esavalente

Pubblichiamo un aggiornamento riguardante il contenuto di cromo esavalente nell’acqua prelevata da una sorgente situata a valle dell’ex cava di San Lorenzo, all’imbocco della Val di Sella. Nonostante il costoso intervento di capping (102.000 euro) del 2013, finalizzato alla drastica riduzione delle percolazioni dalla ex cava di San Lorenzo dovute all’acqua meteorica, il problema sembra tutt’altro che risolto e si confermano valori superiori al valore limite di 5 microgrammi/litro, infatti nel nuovo campione, prelevato il 6 maggio 2014, il laboratorio ha trovato un valore di 7  microgrammi/litro.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Perché la manifestazione del 12 aprile 2014 in Piazza Degasperi a Borgo Valsugana?

Questa manifestazione è stata motivata dalla preoccupazione per l’ambiente di Borgo e per i conseguenti danni alla salute dei cittadini.

In particolare, ValsuganAttiva contesta la nuova AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che l’APPA ha concesso per l’attività dell’acciaieria di Borgo.

Questa è, e rimane, una catapecchia siderurgica anche con le recenti riqualificazioni impiantistiche. Nonostante vari interventi finalizzati alla riduzione delle emissioni, queste rimangono comunque molto elevate e quindi pericolose per la salute. Quando l’APPA sostiene che l’acciaieria di Borgo disponga delle migliori tecniche disponibili, fa riferimento alle migliori tecniche applicabili ad un impianto vecchio ed obsoleto. L’unica possibilità per ridurre significativamente o quasi del tutto le emissioni sarebbe costruire attorno all’intero impianto una “elephant house”, ma questa costerebbe troppo e allora si è deciso che saranno i nostri polmoni ad essere utilizzati come filtri. Le polveri emesse in atmosfera, nelle migliori condizioni di esercizio dell’acciaieria, sono circa 19.500 kg all’anno. Non è stato fissato un limite per queste polveri.

Per le diossine e i microinquinanti finalmente è stata applicata la Legge Kessler, che stabilisce i valori limite in concentrazione e flusso di massa. Peccato che la nuova AIA proroghi ulteriormente al 31 gennaio 2015 la presentazione dei risultati dei campionamenti in continuo delle diossine. A tal riguardo, il Sindaco di Borgo in una serata pubblica nell’ottobre 2013 aveva promesso che nella nuova AIA (poi rilasciata il 22 novembre 2013) ci sarebbe stato il monitoraggio in continuo delle diossine, ma così non è stato. O è il Sindaco che racconta frottole per rassicurare la popolazione o è l’APPA che le racconta al Sindaco che poi riferisce in buona fede? In ogni caso noi siamo stati falsamente rassicurati.

Nella nuova AIA viene confermato l’obbligo di presenza e corretta gestione del Sistema di Monitoraggio in continuo delle emissioni (S.M.E.) nei due camini principali per polveri, monossido di carbonio e biossido di azoto. Peccato, però, che nello stesso documento l’APPA disponga che le misure effettuate con lo SME saranno utilizzabili ai fini della verifica dei limiti solo dopo la validazione del sistema di analisi da parte dell’APPA, accogliendo in tal senso la richiesta dell’acciaieria inoltrata con la domanda di rinnovo dell’autorizzazione. L’iter della validazione è una novità visto che da anni questo strumento veniva utilizzato senza problemi. La validazione non è richiamata da nessuna normativa nazionale nè provinciale e quindi è palese che l’intento dell’APPA sia stato quello di depotenziare uno strumento di controllo efficace ed immediato.

L’APPA è uno strumento della Provincia per tutelare l’ambiente, è pagato con i nostri soldi ma tutela gli interessi di che devasta l’ambiente e mina la salute. Quest’APPA per noi è l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Acciaieria e non più dell’Ambiente, e visto che la paghiamo riteniamo una vera truffa tutti questi riguardi nei confronti di un’azienda che in trantacinque anni ha distrutto il nostro territorio.

Ma non basta, nella nuova AIA è anche precisato (accogliendo ancora una volta la proposta dell’acciaieria) che l’impianto è da ritenersi a regime e nelle più gravose condizioni di esercizio solo successivamente al primo ciclo di colata. Questo significa che i valori limite di emissione non si applicano nella prima operazione di colata del forno, consentendo di fatto di caricare con le prime ceste materiale di qualsiasi qualità e composizione. Tecnicamente questa prescrizione è un assurdo in quanto non appena al forno viene applicata l’energia termica ed elettrica necessaria al processo di fusione l’impianto è già pienamente operativo, passando direttamente alla situazione di regime e di produzione. Quindi, si tratta di un ulteriore regalo all’acciaieria da parte di APPA e un ulteriore calcio nel sedere ai cittadini di Borgo e della Valsugana.

Un altro passaggio vergognoso nella nuova AIA riguarda la validità degli autonomi controlli che la ditta deve effettuare periodicamente trasmettendone poi i risultati all’APPA. L’APPA però dispone nella nuova AIA che i risultati, qualsiasi essi siano, non abbiano validità ai fini delle applicazioni delle sanzioni penali previste dall’art.29-quattordicies, comma 2 del D.Lgs. 152/2006. Anche questa scelta di APPA non è suffragata da nessun riferimento normativo, anzi l’articolo di legge appena citato sanziona proprio chi non ottempera alle prescrizioni imposte con l’autorizzazione, comprese quelle del rispetto dei limiti, che rappresentano la parte fondamentale dell’intera autorizzazione. Questo passaggio di APPA dunque, all’interno della nuova AIA rappresenta invece una facilitazione all’illegalità delle stesse prescrizioni di APPA. Un pericoloso controsenso. Forse è proprio grazie a questo strumento che l’acciaieria era dovuta passare attraverso un altro processo giudiziario con relativa condanna per avere superato i limiti prestabiliti. Ovvio che sapendo di non riuscire a produrre entro i limiti abbia chiesto che questo strumento venga reso innocuo, ma che l’APPA si sia prestata al gioco lo troviamo aberrante.

La telecamera diurna, che secondo l’AIA di novembre 2013 avrebbe dovuto funzionare dall’inizio del 2014 pubblicando on line il video dell’esterno della cappa, ha iniziato molto dopo la data prevista e attualmente si trova spenta già da 45 giorni, nonostante i tecnici dell’APPA siano stati informati di questo oltre un mese fa.

Sembra che l’inverno scorso le PM10 siano state eccezionalmente basse, merito forse della nuova AIA? Ricordiamo che anche la meteorologia di questo inverno è stata eccezionale, per la grande quantità di precipitazioni, e comunque abbiamo avuto ben 6 giornate di sforamento solo dall’inizio di marzo. Da inizio anno, inoltre, per ben 28 volte la media giornaliera di PM10 ha superato i 35 microgrammi/mc, soglia non molto lontana dal limite di legge di 50, ma ritenuta già pericolosa per  la salute.

Nell’articolo apparso sulla stampa in data 25 marzo 2014 si spiega con quali argomentazioni la Giunta Provinciale abbia all’unanimità respinto il ricorso dei medici ISDE; per molti apetti le osservazioni presentate da ISDE coincidono con quelle presentate da ValsuganAttiva. Questo fatto ci ha fatto capire che per la politica trentina è più importante tutelare gli interessi di un’azienda che ha devastato il nostro ambiente e la nostra salute, continuando a farlo, piuttosto che tutelare i cittadini che loro per primi dovrebbero proteggere.20140412_4 20140412_3 20140412_2 20140412_1

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Carnevale 2014: una nuova maschera per le Prae

Il territorio delle Prae nei pressi del torrente Moggio sembra da decenni attrarre le attenzioni professionali della Ditta Boccher, che ha scelto questi luoghi per il deposito di materiali inerti ma anche di scorie e altri scarti industriali. Tali depositi, effettuati a volte in discariche comunali e private, altre volte addirittura come rafforzamento degli argini, sono sempre stati autorizzati dagli enti competenti e dalle amministrazioni interessate.

Riteniamo che questo territorio sia già gravemente penalizzato dalla presenza di metalli pesanti, tra i quali il cromo esavalente, di polveri di abbattimento fumi e scorie provenienti dall’acciaieria di Borgo, di fusti depositati illecitamente e contenenti sostanze di probabile origine industriale, oltre che di vari materiali di scarto dell’edilizia, e che di conseguenza ora abbia bisogno di bonifiche ambientali piuttosto che di ulteriori apporti di materiale. Apprendiamo, invece, che è stato recentemente autorizzato un progetto denominato “Ricostruzione del versante in loc. Prae, ripristino della viabilità con ampliamento dell’area agricola sommitale”. Basta scorrere l’elenco dei materiali autorizzati per questo intervento per togliere la maschera a questa benevola denominazione e scoprire i reali obiettivi dell’intervento. Nel progetto si descrive come prioritario, per la ricostruzione del versante, l’utilizzo di “[…] materiale proveniente da scavi su terreni di matrice tendenzialmente calcarea […]”, in quanto affine alla geologia del luogo, secondo un principio a nostro avviso senz’altro condivisibile. Ma, sempre nella stessa autorizzazione, si precisa anche: “In alternativa al terreno naturale potrà essere utilizzato del materiale costituito da materie prime nelle forme usualmente commercializzate marcate CE, da destinare a recupero ambientale (in conformità all’allegato C4 ‘recuperi ambientali, riempimenti e colmate’ della Circolare n. UL/2005/5205 e verifica test di cessione)”. È doveroso precisare che a questa definizione corrispondono materiali di origini molto varie, tra cui pietrisco tolto d’opera, calcestruzzi, laterizi, refrattari, ceramici, malte, intonaci, scorie e loppe e altri materiali come vetro, scorie vetrose e conglomerati bituminosi.

Come ValsuganAttiva, chiediamo che senso abbia prescrivere di utilizzare terreno di matrice calcarea e consentire, allo stesso tempo, l’apporto di materiali che per le loro caratteristiche sarebbero più tipici di una discarica piuttosto che di una bonifica agraria. Ricordiamo, a titolo di esempio, che le scorie dell’acciaieria di Borgo, che secondo l’autorizzazione possono essere conferite nell’area, provengono da forno elettrico (EAF), il quale non fonde materie prime pulite ma rottame, e quindi produce scorie che al test di cessione rilasciano varie sostanze inquinanti e nocive, non idonee per recuperi ambientali e agricoli.

ValsuganAttiva chiede pertanto la sospensione delle autorizzazioni su questo progetto, la riduzione del volume di inerte da apportare, anche in relazione ad un maggior rispetto della morfologia naturale del luogo, ed infine la concessione ad apportare esclusivamente materiali provenienti da scavi di terreni vergini di matrice simile a quella di destinazione.25-Area bonifica 23.01.2014

Pubblicato in bonifiche, discariche | Lascia un commento

Nuovo rinvenimento di scorie a Borgo Valsugana

In data 10 gennaio 2014 ValsuganAttiva ha mandato la seguente segnalazione ad Amministrazione Comunale di Borgo Valsugana,  Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente,  Agenzia Provinciale per la Depurazione,  Servizio Foreste a Fauna della Provincia Autonoma di Trento e  Corpo Forestale dello Stato:

In data 1 gennaio 2014, durante una passeggiata lungo il percorso ciclo-pedonale che collega gli abitati di Borgo Valsugana e Olle, è stato rinvenuto del materiale sospetto che, ad un esame più accurato, si è appurato essere composto di scorie di acciaieria e altri scarti di produzione provenienti dall’impianto siderurgico. L’area in questione si trova subito a monte della confluenza del torrente Fumola con il torrente Moggio. In passato quest’area è stata oggetto di apporto di materiale per livellare il terreno e poi trasformarlo in area prativa, ma l’erba in questa zona ha sempre avuto visibili difficoltà a crescere rigogliosa rispetto a zone a vocazione foraggera limitrofe. Tuttora risaltano curiose gibbosità, verosimilmente di origine non naturale, approssimativamente risalenti agli anni ’80.

Il materiale visibile, affiorante in due piccole gobbe del terreno e forse fatto emergere dal dilavamento, è di esigua quantità, ma temiamo che sia il segnale della presenza di quantitativi ben maggiori di scorie, pur non essendo l’area adibita ad accogliere questo genere di materiali.

I luoghi di rinvenimento dei sopraccitati materiali sono situati sulla destra orografica del torrente Moggio, il primo ad una decina di metri dall’alveo e a pochi metri dal percorso ciclo-pedonale, nei pressi di una panchina pubblica, il secondo a monte del primo, a circa 80m di distanza.

Ci preoccupa la possibilità che si tratti dell’ennesima discarica abusiva, risultato delle scellerate “bonifiche” che in passato hanno trasformato il territorio circostante all’impianto siderurgico in una pattumiera avvelenata.

A nostro giudizio, tra discariche abusive, discariche colpevolmente avallate ed ecoterre “magistralmente” miscelate, la Bassa Valsugana è a rischio di gravi conseguenze ambientali e sanitarie. Mentre per noi cittadini è un obbligo morale denunciare, a voi, istituzioni competenti in materia, spetta il compito di verificare, approfondire ed eventualmente porvi rimedio.

Chiediamo pertanto che anche in quest’area vengano effettuati dei carotaggi per capire la reale composizione del terreno sottostante.

 ScorieConfluenza 4.jpgScorieConfluenza 5.jpg

 

 

ScorieConfluenza (6)ScorieConfluenza (1)

ScorieConfluenza 3.jpg  ScorieConfluenza 2

Pubblicato in bonifiche, discariche | Lascia un commento

E’ ora di intervenire e far chiarezza sulle discariche

L’associazione ValsuganAttiva intende evidenziare con preoccupazione la grave situazione creatasi nel corso di vari decenni di attività dell’acciaieria di Borgo Valsugana, i cui amministratori hanno intravisto nel territorio circostante un’opportunità per smaltire a prezzi stracciati materiali inquinanti che avrebbero dovuto venire trattati in discariche per rifiuti speciali. Non sono esenti da responsabilità le varie amministrazioni comunali succedutesi durante il periodo produttivo dell’azienda, le quali spesso hanno avallato tali sversamenti senza preoccuparsi delle conseguenze che ciò avrebbe comportato per l’ambiente e la salute dei cittadini, che loro dovevano rappresentare ma soprattutto tutelare.

La pesante eredità lasciataci dalla scorretta gestione delle scorie e delle polveri di abbattimento fumi dell’acciaieria di Borgo Valsugana rende necessaria una seria ricerca finalizzata a una bonifica del territorio. Una di queste eredità è rappresentata dalla discarica di San Lorenzo, ormai riconosciuta responsabile dell’avvelenamento della falda e delle sorgenti sottostanti, contaminate da cromo esavalente, sostanza altamente cancerogena che anche le analisi effettuate da ValsuganAttiva hanno trovato sempre in quantità superiore al limite “ritenuto” di sicurezza. Per il momento la Provincia di Trento è intervenuta ricoprendo la zona con un telo protettivo per evitare che le precipitazioni meteoriche continuino l’opera di dilavamento delle sostanze tossiche lì depositate; noi riteniamo tale provvedimento insufficiente e chiediamo la totale rimozione delle polveri di abbattimento dell’acciaieria e il loro conferimento in centri specializzati per il recupero di materiali tossici.

Recentemente siamo inoltre venuti a conoscenza che l’ADEP, l’Agenzia per la Depurazione, è stata incaricata dalla Provincia di Trento di effettuare degli approfondimenti tramite carotaggi e posizionamento di piezometri lungo l’asse del torrente Moggio. Come ValsuganAttiva abbiamo seguito da vicino i lavori effettuati nel 2012 nella discarica delle Prae da ISER su commissione del Comune di Borgo e fatto rilevare, tramite la consulenza del Prof. Piergiorgio Jobstraibizer, diverse criticità e lacune nella metodologia e conseguentemente nelle conclusioni della ricerca. Ora chiediamo che anche in tale discarica delle Prae, come nella zona di Sacco, vengano effettuati dei carotaggi per rilevare la reale natura dei materiali sversati, dal momento che ISER non è riuscita ad effettuare un serio carotaggio per questioni tecniche dovute alla durezza dei materiali ivi contenuti. Come associazione chiediamo pertanto l’intervento di una ditta specializzata, possibilmente la stessa che ha effettuato i carotaggi nella discarica di Zaccon, dove si è perforato fino a 55 m utilizzando ove necessario sonde diamantate.

La nostra richiesta è particolarmente pressante in quanto un cittadino di Borgo ci ha riferito di aver notato, negli anni in cui veniva utilizzata la discarica delle Prae, l’apporto e il sotterramento di fusti contenenti una sostanza gelatinosa proveniente probabilmente da scarti di produzioni industriali. Ora, dal momento che non si sa nulla del reale contenuto dei fusti, chiediamo un rapido accertamento perché potrebbero contenere sostanze molto pericolose, che nel tempo, deteriorandosi, potrebbero inquinare e avvelenare l’ambiente circostante – se già non lo hanno fatto.

Ricordiamo che la discarica delle Prae, in accordo con le normative vigenti all’epoca della sua istituzione, non è impermeabilizzata come prevederebbero le attuali normative in materia e pertanto ogni abuso realizzato durante il suo passato utilizzo potrebbe avere conseguenze ancora più gravi. Facciamo presente, inoltre, che un altro deposito abusivo di polveri di abbattimento, come testimoniato da fotografie e denunce presentate nel 1981 dal WWF, è stato riconosciuto nell’allora alveo del torrente Moggio al limite tra i Comuni di Borgo e Castelnuovo. Per queste aree chiediamo che vengano effettuate adeguate indagini.

In quegli anni furono segnalati dal WWF anche altri siti oggetto di sversamenti di scorie e fumi di abbattimento delle acciaierie, ma la poca volontà e sensibilità delle amministrazioni locali di allora e dei relativi organi di controllo hanno permesso, pur in un’epoca in cui già si sapeva quali fossero le conseguenze per la salute e per l’ambiente, di perpetrare un simile sfregio al nostro territorio e alle generazioni future.

SanLorenzoPolveri di abbattimento fumi nell’ex cava di San Lorenzo, in Val di Sella, 1981 (foto WWF). Sullo sfondo, si intravede l’abitato di Olle

MoggioPolveri di abbattimento fumi nei pressi dell’argine del torrente Moggio, a Borgo Valsugana, 1981 (foto WWF)

Pubblicato in discariche, Fonderia Valsugana | Lascia un commento

Analisi dell’acqua

Pubblichiamo i risultati delle analisi dell’acqua eseguite per ValsuganAttiva da due laboratori accreditati. L’acqua è stata prelevata da una sorgente situata a valle dell’ex cava di San Lorenzo, all’imbocco della Val di Sella. Ricordiamo che la legge fissa, per il cromo esavalente, il valore limite di 5 microgrammi/litro.

Campione del 26 settembre 2012: 7.3 microgrammi/litro.

Campione del 14 febbraio 2013: 9 microgrammi/litro.

Campione dell’8 agosto 2013: 10 microgrammi/litro.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Cromo esavalente in Val di Sella

In data 25 gennaio 2012 il sindaco di Borgo Valsugana, Fabio Dalledonne, con apposita ordinanza ha ordinato a due famiglie di Olle di non bere l’acqua e di non utilizzarla per lavare e cuocere cibi, in quanto inquinata da cromo esavalente, sostanza altamente cancerogena.

In seguito a questo episodio ValsuganAttiva, in accordo con i proprietari, decise di condurre delle analisi indipendenti per approfondire e meglio conoscere la questione, affidando a due diversi laboratori accreditati l’analisi delle acque di una delle abitazioni interessate dall’ordinanza. Questi accertamenti sono stati resi possibili grazie a tutte quelle persone che hanno devoluto dei fondi all’associazione ValsuganAttiva e che pertanto ci sentiamo di ringraziare pubblicamente. Va precisato che tali abitazioni sono servite da inizio secolo, ovvero da quando esistono, esclusivamente da sorgenti interne alle proprietà. I prelievi sono stati effettuati in diverse stagioni e con diverse situazioni di piovosità.

A fronte di un valore di legge che pone un limite massimo di concentrazione del cromo esavalente pari a 5 microgrammi/litro, i valori otteniti dalle analisi che abbiamo commissionato nelle date 6 settembre 2012, 14 febbraio 2013 e 8 agosto 2013 sono stati abbondantemente oltre i limite, arrivando anche 10 microgrammi/litro! I dati delle analisi sono stati ogni volta inviati per conoscenza alla Stazione di Enego del Corpo Forestale dello Stato in quanto corpo di polizia giudiziaria nominato dalla Magistratura per effettuare le indagini sulla ex Cava di San Lorenzo.

Nel frattempo è stata dimostrata la correlazione tra l’inquinamento delle falde acquifere e la percolazione proveniente dalla ex cava di San Lorenzo. Le prime stime parlano di 2 milioni di euro per bonificare il sito, e Valsuganattiva, ritenendo di interpretare le richieste di una vasta parte della popolazione borghigiana si interroga se in questo caso, tramite l’ennesimo intervento della magistratura, potremmo arrivare a conoscere i veri responsabili di un tale scempio, commesso in tempi nei quali era già ben chiaro il significato di rifiuto tossico nocivo, e nei quali esistevano già normative precise per la protezione dell’ambiente e della salute. Lo scandalo a nostro avviso è come questa immensa quantità di materiale inquinante (si parla di 150.000 metri cubi) sia potuta pervenire in un sito naturalistico di primaria importanza come la valle di Sella, e in spregio delle più elementari regole del buon senso.

La presenza di un autorizzazione aggrava la responsabilità degli amministratori, i quali dimostrano di essere a conoscenza dall’inizio di quanto pervenuto nella ex cava di San Lorenzo, come del resto ne era a conoscenza la popolazione, si rende così incomprensibile al cittadino come i nostri amministratori non si siano mossi prima per mettere in sicurezza il sito, soprattutto dopo l’inizio delle ben note vicende ambientali, e ci sia voluta l’ennesima segnalazione da parte di privati prima e della forestale dello Stato poi per arrivare ad un approfondimento del caso. Dove era l’ufficio tecnico del comune? Dove la forestale della Provincia? Dove l’Appa? Dove il servizio geologico?

Il primo provvedimento che verrà preso sarà quello di disboscare la zona e di coprire con un capping la grande discarica (con grande guadagno per la paesaggistica di ingresso a Sella). ValsuganAttiva vigilerà affinché non si tratti di un provvedimento si provvisorio ma anche permanente (ci venga permesso il contradittorio). Riteniamo che le polveri debbano essere rimosse a spese dei responsabili anche se sono passati anni e costoro, come spesso succede nelle vicende ambientali, si sono fatti scudo di regolamenti e codicilli per non fare quello che ogni persona ragionevole avrebbe fatto, senza lauree in ingegneria ambientale e titoli tecnici vari.

Ribadiamo con forza che siamo allarmati che solo la casualità ha fatto emergere la presenza di cromo esavalente, per ironia della sorte in seguito all’iter per la costruzione di una nuova discarica in località Fastro da parte della Ditta Boccher, discarica che verrebbe a trovarsi in un’area già fortemente compromessa da impropri anche se “autorizzati” depositi di materiali di scarto dell’acciaieria. Non solo, ma che questo ennesimo disastro derivato dalla presenza dell’acciaieria e dalla miopia dei nostri amministratori viene alla luce solo pochi giorni dopo che il presidente Pacher aveva annunciato autorevolmente supportato dall’università di Trento dipartimento di ingegneria Ambientale che la situazione ambientale in Valsugana non è preoccupante e che l’impianto in questione non condizionava apprezzabilmente l’equilibrio ecologico della valle.

Ci chiediamo se nell’iter che ha portato all’autorizzazione di deposito nella discarica siano state prese tutte le cautele del caso, e se negli anni successivi gli organi preposti ai controlli ambientali abbiano effettuato quanto non solo prescritto ma anche quanto di buon senso per l’amministrazione del buon padre di famiglia. Ci chiediamo se da parte della Provincia ci siano stati atteggiamenti omissivi e se analoghe omissioni siano state commesse anche a livello amministrativo locale. La Provincia sapeva o ignorava quanto da lei stessa autorizzato? Ha sottovalutato? Oppure ha operato nell’esclusivo interesse dell’Acciaieria Valsugana, atteggiamento più volte riscontrato nei confronti di questa azienda come dimostrano gli atti del processo “Fumo Negli Occhi”?

La gente della Valsugana ha raggiunto un grado di saturazione che le rassicurazioni politically correct non riusciranno a diluire come è consuetudine fare per non “intralciare il macchinista”, facendo credere con pomposa autoreferenziale supponenza che: gli asini volano.

 Ai posteri l’ardua sentenza, ai giudici le nostre speranze.

 Valsuganattiva

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Proposte per la futura Autorizzazione Integrata Ambientale

In merito al procedimento di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale di Acciaieria Valsugana SPA, nel mese di giugno 2013 ValsuganAttiva ha inoltrato ad APPA e comune di Borgo Valsugana le seguenti proposte migliorative.

  1. Modalità di effettuazione e pubblicazione delle autoanalisi in diretta:
    • le autoanalisi condotte dall’azienda siderurgica non siano finalizzate esclusivamente all’autocontrollo ma siano effettuate secondo un protocollo che ne garantisca la validità di prova in eventuali futuri procedimenti giudiziari;

    • vengano pubblicati in internet in tempo reale sia i dati relativi a CO, NOx e PTS, come in passato, che le immagini video delle telecamere a circuito chiuso relative al parco scorie/rottami e dog house;

    • il sistema di gestione dei dati e successiva elaborazione per la pubblicazione in internet sia protetto da manomissioni ed eventuali interventi di modifica siano sistematicamente e automaticamente registrati in modo da garantire la rintracciabilità;

    • qualora il sistema di cui ai precendenti punti smetta di funzionare regolarmente ne vengano prontamente informati gli organi di controllo e venga immediatamente fermata l’attività dello stabilimento siderurgico;

    • eventuali problemi di black out nel sistema informatico vengano risolti con un gruppo di continuità (sistema UPS), togliendo la possibilità ad un operatore dell’azienda di reintrodurre e/o correggere dati di tabelle già create dal sistema prima della loro trasmissione all’APPA.

  1. Venga integralmente rispettata la Legge Kessler per quanto riguarda i limiti di emissioni delle diossine.

  2. I vincoli posti all’azienda abbiano carattere di cogenza, e vengano tralasciate indicazioni di carattere volontario, dal momento che confonderebbero la cittadinanza e allo stesso tempo non avrebbero valore dissuasivo nei confronti di eventuali illeciti ambientali.

Pubblicato in Fonderia Valsugana | Lascia un commento

Preoccupazione per la prossima ripresa dell’attività dell’acciaieria

L’associazione ValsuganAttiva esprime estrema preoccupazione per la prossima ripresa dell’attività dell’acciaieria di Borgo Valsugana.

Comprendiamo come in un periodo di forte crisi occupazionale questa notizia sia stata di grande conforto per le famiglie dei lavoratori che verranno riassunti; diversamente, ci saremmo aspettati che sindacati e amministratori fossero più riflessivi nel soppesare tutti i pro e contro della ripresa dell’attività nell’ottica del bene della collettività. Invece le dichiarazioni rilasciate agli organi di informazione sembrano riflettere una visione che anche in questo caso valorizza l’occupazione e sottostima i rischi per l’ambiente e la salute della popolazione. Ad esempio, non si fa il minimo cenno allo studio condotto dai medici ISDE, e presentato dal dott. Cappelletti, inerente ai rischi per la salute degli operai, e nemmeno alle indicazioni presentate dalla nostra associazione ad APPA e Comune di Borgo Valsugana in seguito allo studio che il professor Jobstraibizer ha effettuato sui muschi, dimostrando come le sferule metalliche fuoriuscite dalle emissioni secondarie (illegali) abbiano raggiunto gran parte della Valsugana, con rischi non solo per gli operai ma per tutta la popolazione.

Nonostante le numerose evidenze contrarie, per il Presidente della Comunità di Valle va tutto bene, così come per la Provincia, probabilmente più interessata ai futuri gettiti fiscali che rientreranno nelle proprie casse che alla salute dei cittadini della Valsugana. Al Sindaco di Borgo, che appare soddisfatto e asserisce che le sue priorità sono l’occupazione e la difesa dell’ambiente, rispondiamo che possiamo essere d’accordo solo se l’occupazione non fa riferimento ad un’acciaieria, perché altrimenti le due priorità diventano, a nostro giudizio, incompatibili.

In conclusione, ValsuganAttiva non condivide per nulla l’immagine positiva dell’acciaieria presentata da Gary Klesch e dall’amministratore delegato Luca Villa, i quali affermano che lo stabilimento di Borgo è al top a livello nazionale. Ricordiamo che proprio quest’impianto è stato recentemente coinvolto in due inchieste della magistratura incentrate su emissioni oltre i limiti di legge (una parte delle quali posteriore alla riqualificazione impiantistica del 2009), entrambe conclusesi con un’oblazione, che costituisce, implicitamente, un riconoscimento degli avvenuti sforamenti e un’ammissione di colpa sulla gestione illegale dell’impianto.

Da parte nostra, abbiamo inviato una lettera all’APPA e al Comune di Borgo chiedendo che nella nuova AIA che dovrà regolare la futura attività dell’acciaieria vengano presi in considerazione alcuni punti, che riteniamo fondamentali tanto per una più corretta e trasparente attività in sintonia con le esigenze democratiche della popolazione quanto per la tutela dell’ambiente e della salute. In particolare, abbiamo chiesto che i dati relativi alle autoanalisi siano disponibili alla cittadinanza, verificabili e legalmente validi, e che venga integralmente rispettata la Legge Kessler per quanto riguarda i limiti di emissioni delle diossine.

Concludiamo ricordando che ValsuganAttiva continuerà a vigilare attentamente sull’operato dell’acciaieria e proseguirà nell’attività di videosorveglianza.

Pubblicato in Fonderia Valsugana | Lascia un commento

ValsuganAttiva cambia sede

Nel corso del mese di maggio l’associazione ha spostato a Borgo Valsugana, in piazza Degasperi, il luogo dove svolgere le consuete riunioni.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

ValsuganAttiva si costituisce Parte Civile

In data 11 marzo 2013 l’associazione ValsuganAttiva ha incaricato l’avv. Nicola Degaudenz di rappresentarla per la costituzione di parte civile nel processo n. RGNR 3011/11-21 della Procura della Repubblica di Trento. Tale processo coinvolge Andrea Michielan e Dario Leali, in qualità rispettivamente di direttore e di amministratore di Acciaieria Valsugana SpA, per il ripetuto superamento dei valori limite di emissioni di vari inquinanti – come polveri totali, ossidi di azoto e monossido di carbonio -, anche durante attività di accertamento, nel periodo compreso tra il 25 novembre 2009 e il 28 maggio 2011.
ValsuganAttiva ha ritenuto opportuno costituirsi parte civile non solo per la gravità dei reati contestati dalla Procura della Repubblica, ma anche perché i fatti sarebbero successivi ai lavori di adeguamento impiantistico condotti nel 2009. Ricordiamo con rammarico che l’azienda è già stata coinvolta in un processo per emissioni oltre i limiti, nel quale ha potuto beneficiare dell’oblazione in seguito alla promessa di una condotta maggiormente rispettosa dell’ambiente, promessa che a quanto pare non sarebbe stata mantenuta. Ampie rassicurazioni alla cittadinanza sono state date, all’epoca, anche da parte dell’ambiente politico della Provincia di Trento, che a sostegno di tali lavori per l’abbattimento delle emissioni ha stabilito un contributo pubblico all’azienda di 2,6 milioni di euro. La popolazione sta quindi pagando, oltre che in termini di salute, anche economicamente i costi legati alla presenza della fonderia, dal momento che in questo modo l’azienda sarebbe sostenuta da sovvenzioni pubbliche.
ValsuganAttiva continua a dichiararsi contraria a questo tipo di insediamento industriale, che si è dimostrato estremamente impattante sulla salubrità dell’ambiente, anche in relazione alla morfologia e alle condizioni climatiche della Valsugana. Auspichiamo che i politici provinciali, prima di concedere un aiuto economico così impegnativo, che noi comunque non approviamo, verifichino con rigore il rispetto di tutte le normative ambientali da parte dell’azienda e soprattutto condizionino tale contributo alla completa assoluzione dai reati contestati nel processo in atto.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Discarica Prae – comune di Borgo Valsugana – Trentino

ValsuganAttiva pubblica la documentazione presentata al comune di Borgo Valsugana in merito alle vicende che hanno coinvolto la discarica Prae.

Prima relazione di commento allo studio commissionato alla ISER srl, protocollo n.0015659 del 17/08/21012:

Relazione di ValsuganAttiva sulla discarica Prae

Integrazione alla prima relazione, protocollo n.0017525 del 19/09/2102:

Integrazioni di ValsuganAttiva allo studio di Iser

In data 14 novembre 2012 il sindaco di Borgo Valsugana ha organizzato un incontro di chiarificazione tra tecnici Iser, associazione ValsuganAttiva e amministrazione comunale. Questo il commento all’incontro, protocollo n.0002135 del 30/01/2013:

Commento incontro Iser-ValsuganAttiva-Comune di Borgo Valsugana

Pubblicato in discariche | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Un nuovo processo ad Acciaieria Valsugana

L’associazione Valsuganattiva esprime estrema preoccupazione per la recente notizia di un nuovo procedimento giudiziario a carico dei vertici di Acciaierie Valsugana SpA, per il superamento ripetuto dei limiti di alcuni inquinanti nelle emissioni convogliate in uscita dai camini dell’acciaieria. Che lo stabilimento fosse responsabile di emissioni nocive oltre i limiti di legge in passato, era già stato riconosciuto nella sentenza finale del processo “Fumo negli occhi”. Per consentire la continuazione della produzione, a partire dal 2009 vennero effettuati vari interventi (con una spesa di circa 6 milioni di euro, alla quale avrebbe contribuito anche la P.A.T. con 2,6 milioni), che secondo tecnici ed amministratori avrebbero dovuto consentire alla fonderia di lavorare entro i “limiti di legge”, almeno per quanto riguarda gli inquinanti in uscita dai due nuovi camini.

Nel nuovo Decreto di Citazione a Giudizio, invece, viene evidenziato come, anche sotto commissariamento, le stesse analisi effettuate dall’azienda e pubblicate via web avessero rivelato ricorrenti sforamenti di monossido di carbonio, polveri totali e biossido d’azoto. Se ne deduce, quindi, che anche dopo il costoso “lifting”, l’impianto di filtraggio dei fumi dell’acciaieria di Borgo ( i camini E1 ed E2, quelli azzurri, in azione dal novembre 2011) non sia poi così efficiente come avrebbe dovuto essere. Sorprende che questi dati siano stati inizialmente notati da normali cittadini e siano invece “sfuggiti” agli amministratori e agli enti con competenze e responsabilità ambientali.

Ricordiamo che a questo problema si aggiunge quello, non ancora risolto, delle emissioni diffuse, che non sono controllabili perchè escono dalle “falle” dell’involucro del capannone e che continuano a riversare nell’atmosfera, durante l’attività dello stabilimento, alcuni kg di polveri all’ora (da perizia “Borroni” del processo “Fumo negli Occhi”).

Tutto questo ci pone ovviamente una domanda ormai retorica: perché tollerare ancora a Borgo Valsugana la presenza dell’acciaieria, che anche dopo essere stata messa sotto controllo attivo, sia da parte del corpo Forestale dello Stato che della Procura di Trento e degli stessi cittadini, ha reiterato irregolarità plurime, incompatibili con la salute della valle e dei suoi abitanti?

Ora come potremo credere, noi valsuganotti, che in futuro non vengano alla luce altri problemi, non ancora rilevati, legati a questo obsoleto impianto?

Esprimiamo il nostro sconcerto per aver appreso che la Provincia Autonoma di Trento avrebbe intenzione di promuovere con fondi pubblici il trasferimento dello stabilimento dal gruppo Leali al gruppo Feralpi. Alla luce di questo nuovo procedimento, è più che mai forte la nostra convinzione che l’industria siderurgica in Valsugana sia ormai al capolinea, sia per la sua correlazione con problematiche sanitarie che per l’impatto sul resto dell’economia locale. Ci appare oltremodo irrazionale l’”accanimento terapeutico” nei confronti di questa industria pesante, che si sta concretizzando con l’appoggio al trasferimento di proprietà a Feralpi da parte dell’assessore Olivi, e scorretto che l’Amministrazione Comunale di Borgo sia stata informata del nuovo procedimento giudiziario solamente dalla stampa locale! E’ questa la considerazione che la Provincia ha di noi, trentini abitanti della Valsugana?

Cogliamo l’occasione per proporre che i 2,6 milioni di euro promessi a Feralpi vengano dirottati a sostegno di attività ecosostenibili, come quelle proposte dall’Amministrazione del Comune di Borgo, che a nostro avviso rimangono le uniche alternative economiche possibili per garantire la salute di una valle penalizzata da decenni di inquinamento fuori controllo.

Pubblicato in Fonderia Valsugana | Lascia un commento

Inquinamento Ambientale e Salute

 

 

 

 

 

 

 

ValsuganAttiva era presente all’incontro di approfondimento “Latte materno libero da diossina”, tenutosi a Borgo Valsugana, all’Auditorium del Polo Scolastico, il giorno 27 settembre 2012 alle ore 20.45. Nella sezione VIDEO vi proponiamo la registrazione dell’evento.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Operazione antibracconaggio del Corpo Forestale della Provincia

L’Associazione ValsuganAttiva ringrazia pubblicamente il personale di vigilanza del Corpo Forestale della Provincia di Trento, in servizio nelle stazioni di Borgo e Pieve Tesino, per le due operazioni concluse nello scorso mese di luglio con l’aiuto dei guardiacaccia dell’Associazione Cacciatori e del personale di Custodia Forestale della zona, che hanno portato alla luce il possesso di silenziatori artigianali, cartucce in eccesso rispetto a quelle dichiarate, carne congelata, mandibole e trofei di numerosi ungulati selvatici e numerosi animali imbalsamati, anche di specie protette, da parte di alcune persone residenti a Novaledo e a Ronchi Valsugana.

Quando si trovano una carabina calibro 22 – arma non consentita per la pratica venatoria -, un silenziatore artigianale compatibile con la stessa arma e una torcia applicabile alla carabina per migliorare la vista e la caccia notturna, crediamo che ci siano pochi dubbi sulle reali “buone” intenzioni dei possessori di “assemblaggi tecnologici” tanto creativi.

I sopraccitati interventi di vigilanza seguono di alcuni mesi la denuncia, da parte degli stessi agenti coadiuvati dal personale della Stazione Forestale di Pergine, nei confronti di altri cacciatori, questa volta di Marter nel comune di Roncegno. In questo caso erano stati ritrovati lacci posti in vari punti, utilizzati per la cattura illegale di decine di ungulati.

Simili episodi di bracconaggio evidenziano come sia ancora radicata in alcune persone una concezione di stampo mafioso, che le porta a considerare la ricchezza faunistica come “cosa nostra” da gestire a propria discrezione.

Azioni come il bracconaggio, oltre ad essere atrocità commesse ai danni delle specie faunistiche che ne sono vittime dirette (pensiamo all’agonia di un animale che muore a causa dei lacci), sono anche uno schiaffo doloroso nei riguardi delle persone che amano la natura e in particolare gli animali.

Non abbiamo esitazioni nel definire coloro che praticano azioni di bracconaggio dei delinquenti, equiparandoli a chi si rende protagonista di furti e rapine, perché con le loro azioni depauperano e sviliscono un patrimonio naturale ed un ecosistema che rappresentano la ricchezza di un’intera comunità. E’ bene ricordare, inoltre, che sparare di notte, in particolar modo vicino a case e strade, rappresenta anche un serio rischio per l’incolumità pubblica.

Auspichiamo che in futuro vengano previste pene più severe per chi si rende protagonista di simili barbarie, perché crediamo che questa strada rappresenti il deterrente più efficace per eliminare o perlomeno limitare questi episodi. Innanzitutto, a queste persone dovrebbe essere revocato per sempre il porto d’armi, perché da ritenersi non più affidabili e quindi potenzialmente pericolose. Inoltre, nei casi di Marter e di Novaledo, i cacciatori denunciati vantavano anche la qualifica di “cacciatori esperti”, che dovrebbe essere garanzia di una migliore conoscenza della fauna, e dal punto di vista venatorio di una migliore gestione della stessa. Chiediamo quindi alla Provincia di Trento che, in casi analoghi, sia quantomeno revocata questa qualifica, che altrimenti ha il sapore della beffa.

In conclusione, rinnoviamo il nostro plauso e l’appoggio morale a tutte quelle persone che si sono impegnate per cercare di contrastare questi criminosi episodi, auspicando una sempre maggiore collaborazione fattiva da parte di tutti i cittadini nell’aiutarle a vigilare sul nostro territorio e sull’ambiente.

 Il Consiglio Direttivo di ValsuganAttiva

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Comunicato stampa a proposito dell’ex Discarica Prae

In nome dell’associazione ValsuganAttiva riteniamo doveroso esporre alcune precisazioni e ulteriori quesiti a proposito di quanto dichiarato dal sindaco di Borgo, Fabio Dalledonne, sulla richiesta di partecipazione alle operazioni di prelievo di campioni di terreno.

Il sindaco ha dichiarato che non spetta al Comune dare l’assenso alla partecipazione di Iobstraibizer, in quanto trattasi di un procedimento nelle mani dal Corpo Forestale dello Stato. Questo ci sorprende, in quanto le operazioni di prelievo e analisi effettuate nelle settimane scorse presso la discarica in località Prae sarebbero state commissionate e coordinate direttamente proprio dal Comune di Borgo Valsugana, tant’è che quest’ultimo ne ha l’onere economico, ha scelto la metodica delle analisi ambientali ed eseguito in autonomia l’affido di tali operazioni ad una ditta specializzata.

Non comprendiamo in che modo la richiesta del parere della Procura possa aver tutelato l’interesse di tutti, dal momento che l’unico effetto finora accertato è stato un danno alla democrazia, intesa come partecipazione attiva e permanente da parte della cittadinanza alle questioni che la interessano.

Questi i quesiti che desideriamo esporre al sig. Fabio Dalledonne.

Qualora la Procura della Repubblica rispondesse che da parte sua non ravvisa elementi ostativi alla partecipazione di Iobstraibizer alle operazioni di prelievo e analisi, in che modo il prof. Iobstraibizer potrà accedere ai campioni prelevati?

Infine, l’area interessata dagli scavi per la posa delle tubazioni è interna o esterna alla discarica autorizzata?

Roncegno Terme, 29 giugno 2012

Il Consiglio Direttivo di ValsuganAttiva

 

Pubblicato in bonifiche, discariche | Lascia un commento