E’ ora di intervenire e far chiarezza sulle discariche

L’associazione ValsuganAttiva intende evidenziare con preoccupazione la grave situazione creatasi nel corso di vari decenni di attività dell’acciaieria di Borgo Valsugana, i cui amministratori hanno intravisto nel territorio circostante un’opportunità per smaltire a prezzi stracciati materiali inquinanti che avrebbero dovuto venire trattati in discariche per rifiuti speciali. Non sono esenti da responsabilità le varie amministrazioni comunali succedutesi durante il periodo produttivo dell’azienda, le quali spesso hanno avallato tali sversamenti senza preoccuparsi delle conseguenze che ciò avrebbe comportato per l’ambiente e la salute dei cittadini, che loro dovevano rappresentare ma soprattutto tutelare.

La pesante eredità lasciataci dalla scorretta gestione delle scorie e delle polveri di abbattimento fumi dell’acciaieria di Borgo Valsugana rende necessaria una seria ricerca finalizzata a una bonifica del territorio. Una di queste eredità è rappresentata dalla discarica di San Lorenzo, ormai riconosciuta responsabile dell’avvelenamento della falda e delle sorgenti sottostanti, contaminate da cromo esavalente, sostanza altamente cancerogena che anche le analisi effettuate da ValsuganAttiva hanno trovato sempre in quantità superiore al limite “ritenuto” di sicurezza. Per il momento la Provincia di Trento è intervenuta ricoprendo la zona con un telo protettivo per evitare che le precipitazioni meteoriche continuino l’opera di dilavamento delle sostanze tossiche lì depositate; noi riteniamo tale provvedimento insufficiente e chiediamo la totale rimozione delle polveri di abbattimento dell’acciaieria e il loro conferimento in centri specializzati per il recupero di materiali tossici.

Recentemente siamo inoltre venuti a conoscenza che l’ADEP, l’Agenzia per la Depurazione, è stata incaricata dalla Provincia di Trento di effettuare degli approfondimenti tramite carotaggi e posizionamento di piezometri lungo l’asse del torrente Moggio. Come ValsuganAttiva abbiamo seguito da vicino i lavori effettuati nel 2012 nella discarica delle Prae da ISER su commissione del Comune di Borgo e fatto rilevare, tramite la consulenza del Prof. Piergiorgio Jobstraibizer, diverse criticità e lacune nella metodologia e conseguentemente nelle conclusioni della ricerca. Ora chiediamo che anche in tale discarica delle Prae, come nella zona di Sacco, vengano effettuati dei carotaggi per rilevare la reale natura dei materiali sversati, dal momento che ISER non è riuscita ad effettuare un serio carotaggio per questioni tecniche dovute alla durezza dei materiali ivi contenuti. Come associazione chiediamo pertanto l’intervento di una ditta specializzata, possibilmente la stessa che ha effettuato i carotaggi nella discarica di Zaccon, dove si è perforato fino a 55 m utilizzando ove necessario sonde diamantate.

La nostra richiesta è particolarmente pressante in quanto un cittadino di Borgo ci ha riferito di aver notato, negli anni in cui veniva utilizzata la discarica delle Prae, l’apporto e il sotterramento di fusti contenenti una sostanza gelatinosa proveniente probabilmente da scarti di produzioni industriali. Ora, dal momento che non si sa nulla del reale contenuto dei fusti, chiediamo un rapido accertamento perché potrebbero contenere sostanze molto pericolose, che nel tempo, deteriorandosi, potrebbero inquinare e avvelenare l’ambiente circostante – se già non lo hanno fatto.

Ricordiamo che la discarica delle Prae, in accordo con le normative vigenti all’epoca della sua istituzione, non è impermeabilizzata come prevederebbero le attuali normative in materia e pertanto ogni abuso realizzato durante il suo passato utilizzo potrebbe avere conseguenze ancora più gravi. Facciamo presente, inoltre, che un altro deposito abusivo di polveri di abbattimento, come testimoniato da fotografie e denunce presentate nel 1981 dal WWF, è stato riconosciuto nell’allora alveo del torrente Moggio al limite tra i Comuni di Borgo e Castelnuovo. Per queste aree chiediamo che vengano effettuate adeguate indagini.

In quegli anni furono segnalati dal WWF anche altri siti oggetto di sversamenti di scorie e fumi di abbattimento delle acciaierie, ma la poca volontà e sensibilità delle amministrazioni locali di allora e dei relativi organi di controllo hanno permesso, pur in un’epoca in cui già si sapeva quali fossero le conseguenze per la salute e per l’ambiente, di perpetrare un simile sfregio al nostro territorio e alle generazioni future.

SanLorenzoPolveri di abbattimento fumi nell’ex cava di San Lorenzo, in Val di Sella, 1981 (foto WWF). Sullo sfondo, si intravede l’abitato di Olle

MoggioPolveri di abbattimento fumi nei pressi dell’argine del torrente Moggio, a Borgo Valsugana, 1981 (foto WWF)

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