Carnevale 2014: una nuova maschera per le Prae

Il territorio delle Prae nei pressi del torrente Moggio sembra da decenni attrarre le attenzioni professionali della Ditta Boccher, che ha scelto questi luoghi per il deposito di materiali inerti ma anche di scorie e altri scarti industriali. Tali depositi, effettuati a volte in discariche comunali e private, altre volte addirittura come rafforzamento degli argini, sono sempre stati autorizzati dagli enti competenti e dalle amministrazioni interessate.

Riteniamo che questo territorio sia già gravemente penalizzato dalla presenza di metalli pesanti, tra i quali il cromo esavalente, di polveri di abbattimento fumi e scorie provenienti dall’acciaieria di Borgo, di fusti depositati illecitamente e contenenti sostanze di probabile origine industriale, oltre che di vari materiali di scarto dell’edilizia, e che di conseguenza ora abbia bisogno di bonifiche ambientali piuttosto che di ulteriori apporti di materiale. Apprendiamo, invece, che è stato recentemente autorizzato un progetto denominato “Ricostruzione del versante in loc. Prae, ripristino della viabilità con ampliamento dell’area agricola sommitale”. Basta scorrere l’elenco dei materiali autorizzati per questo intervento per togliere la maschera a questa benevola denominazione e scoprire i reali obiettivi dell’intervento. Nel progetto si descrive come prioritario, per la ricostruzione del versante, l’utilizzo di “[…] materiale proveniente da scavi su terreni di matrice tendenzialmente calcarea […]”, in quanto affine alla geologia del luogo, secondo un principio a nostro avviso senz’altro condivisibile. Ma, sempre nella stessa autorizzazione, si precisa anche: “In alternativa al terreno naturale potrà essere utilizzato del materiale costituito da materie prime nelle forme usualmente commercializzate marcate CE, da destinare a recupero ambientale (in conformità all’allegato C4 ‘recuperi ambientali, riempimenti e colmate’ della Circolare n. UL/2005/5205 e verifica test di cessione)”. È doveroso precisare che a questa definizione corrispondono materiali di origini molto varie, tra cui pietrisco tolto d’opera, calcestruzzi, laterizi, refrattari, ceramici, malte, intonaci, scorie e loppe e altri materiali come vetro, scorie vetrose e conglomerati bituminosi.

Come ValsuganAttiva, chiediamo che senso abbia prescrivere di utilizzare terreno di matrice calcarea e consentire, allo stesso tempo, l’apporto di materiali che per le loro caratteristiche sarebbero più tipici di una discarica piuttosto che di una bonifica agraria. Ricordiamo, a titolo di esempio, che le scorie dell’acciaieria di Borgo, che secondo l’autorizzazione possono essere conferite nell’area, provengono da forno elettrico (EAF), il quale non fonde materie prime pulite ma rottame, e quindi produce scorie che al test di cessione rilasciano varie sostanze inquinanti e nocive, non idonee per recuperi ambientali e agricoli.

ValsuganAttiva chiede pertanto la sospensione delle autorizzazioni su questo progetto, la riduzione del volume di inerte da apportare, anche in relazione ad un maggior rispetto della morfologia naturale del luogo, ed infine la concessione ad apportare esclusivamente materiali provenienti da scavi di terreni vergini di matrice simile a quella di destinazione.25-Area bonifica 23.01.2014

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