Perché la manifestazione del 12 aprile 2014 in Piazza Degasperi a Borgo Valsugana?

Questa manifestazione è stata motivata dalla preoccupazione per l’ambiente di Borgo e per i conseguenti danni alla salute dei cittadini.

In particolare, ValsuganAttiva contesta la nuova AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che l’APPA ha concesso per l’attività dell’acciaieria di Borgo.

Questa è, e rimane, una catapecchia siderurgica anche con le recenti riqualificazioni impiantistiche. Nonostante vari interventi finalizzati alla riduzione delle emissioni, queste rimangono comunque molto elevate e quindi pericolose per la salute. Quando l’APPA sostiene che l’acciaieria di Borgo disponga delle migliori tecniche disponibili, fa riferimento alle migliori tecniche applicabili ad un impianto vecchio ed obsoleto. L’unica possibilità per ridurre significativamente o quasi del tutto le emissioni sarebbe costruire attorno all’intero impianto una “elephant house”, ma questa costerebbe troppo e allora si è deciso che saranno i nostri polmoni ad essere utilizzati come filtri. Le polveri emesse in atmosfera, nelle migliori condizioni di esercizio dell’acciaieria, sono circa 19.500 kg all’anno. Non è stato fissato un limite per queste polveri.

Per le diossine e i microinquinanti finalmente è stata applicata la Legge Kessler, che stabilisce i valori limite in concentrazione e flusso di massa. Peccato che la nuova AIA proroghi ulteriormente al 31 gennaio 2015 la presentazione dei risultati dei campionamenti in continuo delle diossine. A tal riguardo, il Sindaco di Borgo in una serata pubblica nell’ottobre 2013 aveva promesso che nella nuova AIA (poi rilasciata il 22 novembre 2013) ci sarebbe stato il monitoraggio in continuo delle diossine, ma così non è stato. O è il Sindaco che racconta frottole per rassicurare la popolazione o è l’APPA che le racconta al Sindaco che poi riferisce in buona fede? In ogni caso noi siamo stati falsamente rassicurati.

Nella nuova AIA viene confermato l’obbligo di presenza e corretta gestione del Sistema di Monitoraggio in continuo delle emissioni (S.M.E.) nei due camini principali per polveri, monossido di carbonio e biossido di azoto. Peccato, però, che nello stesso documento l’APPA disponga che le misure effettuate con lo SME saranno utilizzabili ai fini della verifica dei limiti solo dopo la validazione del sistema di analisi da parte dell’APPA, accogliendo in tal senso la richiesta dell’acciaieria inoltrata con la domanda di rinnovo dell’autorizzazione. L’iter della validazione è una novità visto che da anni questo strumento veniva utilizzato senza problemi. La validazione non è richiamata da nessuna normativa nazionale nè provinciale e quindi è palese che l’intento dell’APPA sia stato quello di depotenziare uno strumento di controllo efficace ed immediato.

L’APPA è uno strumento della Provincia per tutelare l’ambiente, è pagato con i nostri soldi ma tutela gli interessi di che devasta l’ambiente e mina la salute. Quest’APPA per noi è l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Acciaieria e non più dell’Ambiente, e visto che la paghiamo riteniamo una vera truffa tutti questi riguardi nei confronti di un’azienda che in trantacinque anni ha distrutto il nostro territorio.

Ma non basta, nella nuova AIA è anche precisato (accogliendo ancora una volta la proposta dell’acciaieria) che l’impianto è da ritenersi a regime e nelle più gravose condizioni di esercizio solo successivamente al primo ciclo di colata. Questo significa che i valori limite di emissione non si applicano nella prima operazione di colata del forno, consentendo di fatto di caricare con le prime ceste materiale di qualsiasi qualità e composizione. Tecnicamente questa prescrizione è un assurdo in quanto non appena al forno viene applicata l’energia termica ed elettrica necessaria al processo di fusione l’impianto è già pienamente operativo, passando direttamente alla situazione di regime e di produzione. Quindi, si tratta di un ulteriore regalo all’acciaieria da parte di APPA e un ulteriore calcio nel sedere ai cittadini di Borgo e della Valsugana.

Un altro passaggio vergognoso nella nuova AIA riguarda la validità degli autonomi controlli che la ditta deve effettuare periodicamente trasmettendone poi i risultati all’APPA. L’APPA però dispone nella nuova AIA che i risultati, qualsiasi essi siano, non abbiano validità ai fini delle applicazioni delle sanzioni penali previste dall’art.29-quattordicies, comma 2 del D.Lgs. 152/2006. Anche questa scelta di APPA non è suffragata da nessun riferimento normativo, anzi l’articolo di legge appena citato sanziona proprio chi non ottempera alle prescrizioni imposte con l’autorizzazione, comprese quelle del rispetto dei limiti, che rappresentano la parte fondamentale dell’intera autorizzazione. Questo passaggio di APPA dunque, all’interno della nuova AIA rappresenta invece una facilitazione all’illegalità delle stesse prescrizioni di APPA. Un pericoloso controsenso. Forse è proprio grazie a questo strumento che l’acciaieria era dovuta passare attraverso un altro processo giudiziario con relativa condanna per avere superato i limiti prestabiliti. Ovvio che sapendo di non riuscire a produrre entro i limiti abbia chiesto che questo strumento venga reso innocuo, ma che l’APPA si sia prestata al gioco lo troviamo aberrante.

La telecamera diurna, che secondo l’AIA di novembre 2013 avrebbe dovuto funzionare dall’inizio del 2014 pubblicando on line il video dell’esterno della cappa, ha iniziato molto dopo la data prevista e attualmente si trova spenta già da 45 giorni, nonostante i tecnici dell’APPA siano stati informati di questo oltre un mese fa.

Sembra che l’inverno scorso le PM10 siano state eccezionalmente basse, merito forse della nuova AIA? Ricordiamo che anche la meteorologia di questo inverno è stata eccezionale, per la grande quantità di precipitazioni, e comunque abbiamo avuto ben 6 giornate di sforamento solo dall’inizio di marzo. Da inizio anno, inoltre, per ben 28 volte la media giornaliera di PM10 ha superato i 35 microgrammi/mc, soglia non molto lontana dal limite di legge di 50, ma ritenuta già pericolosa per  la salute.

Nell’articolo apparso sulla stampa in data 25 marzo 2014 si spiega con quali argomentazioni la Giunta Provinciale abbia all’unanimità respinto il ricorso dei medici ISDE; per molti apetti le osservazioni presentate da ISDE coincidono con quelle presentate da ValsuganAttiva. Questo fatto ci ha fatto capire che per la politica trentina è più importante tutelare gli interessi di un’azienda che ha devastato il nostro ambiente e la nostra salute, continuando a farlo, piuttosto che tutelare i cittadini che loro per primi dovrebbero proteggere.20140412_4 20140412_3 20140412_2 20140412_1

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