Impianto a biomassa Menz&Gasser

La Menz&Gasser, industria che produce confetture e semilavorati di frutta, ha recentemente presentato un progetto di ampliamento dello stabilimento di Novaledo. L’azienda, che conta oggi più di 300 dipendenti (200 dei quali a Novaledo) e che chiuderà il 2014 con un fatturato in crescita e intorno ai 115 milioni di Euro, prevede di passare dagli attuali 15.000 a quasi 30.000 metri quadrati coperti. L’investimento previsto è di circa 35 milioni di euro e dovrebbe permettere l’assunzione di 10-15 persone.

Fino a qui le notizie sono positive. Un’azienda che investe in Valsugana è sempre una buona cosa. Tuttavia i cittadini di Novaledo e della Valsugana guardano con preoccupazione all’ampliamento della Menz&Gasser per un altro motivo. L’azienda intende realizzare un impianto di cogenerazione a biomassa solida vegetale per la produzione di energia elettrica e calore da 999 kW elettrici, il quale sostituirà le caldaie a metano attualmente in uso. Il cogeneratore, che dovrebbe costare oltre 7 milioni di euro, beneficerà degli incentivi economici pubblici previsti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Energia che l’azienda potrà rivendere ricavandone un profitto. L’impianto consumerà per il 70% un sottoprodotto di origine vegetale vergine proveniente da segherie e altre attività locali e per il 30% biomassa prodotta da filiere dedicate, tra cui la brevettata Herbal Crops, una speciale pianta coltivata specificatamente per quest’uso. Si tratta in totale di 18.000 tonnellate di biomassa vergine l’anno, suddivise in 12.000 tonnellate di cippato (si dice fornito dalla vicina segheria di Novaledo) e 6.000 tonnellate di Herbal Crops. In pratica, ogni giorno l’impianto a biomassa brucerà circa 500 quintali di materiale, i cui fumi, anche se abbattuti e filtrati, verranno immessi nell’atmosfera già deteriorata della Valsugana e di Novaledo in particolare. Le dimensioni dell’impianto, che risulta essere inferiore ai 1.000 kW elettrici, non rendono necessario assoggettare l’impianto all’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), il principale strumento di controllo per impianti con potenziale impatto sulla salute e sull’ambiente.

Un gruppo di cittadini di Novaledo ha avuto recentemente un incontro con il direttore dell’azienda per saperne di più e per manifestare il timore di un peggioramento dell’aria con conseguente rischio per la salute dei cittadini. Questo allarme sembra giustificato, vista la presenza di altre fonti di emissioni inquinanti in Valsugana, come il traffico della Statale 47, l’acciaieria di Borgo e l’essiccatoio per rifiuti speciali di Villa Agnedo, per non parlare dell’abitudine di bruciare rifiuti nelle stufe domestiche di cui sempre più spesso si ha notizia. Va tenuto conto, inoltre, degli altri casi critici di inquinamento verificatisi in passato, come il deposito illecito di rifiuti nella cava di Marter di Roncegno e i molti interramenti di rifiuti non conformi scoperti soprattutto nella zona di Borgo Valsugana.

Tutte situazioni di degrado ambientale che in Valsugana hanno purtroppo trovato facile realizzazione, nonostante le rassicuranti parole degli imprenditori che le hanno create, delle amministrazioni pubbliche che le hanno accettate e degli organi di controllo provinciali in materia di ambiente che avrebbero dovuto vigilare. In pratica le stesse rassicurazioni che sono state date per l’impianto di cogenerazione della Menz&Gasser. Un impianto che permetterà all’azienda una consistente remunerazione per l’energia prodotta, ben superiore ai costi di gestione e di ammortamento, tanto da garantire un profitto economico, mentre le sue emissioni contribuiranno a peggiorare la qualità dell’aria della Valsugana.

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